Giovanni

Mi piace definirmi “Uomo in cammino” perché vivo ogni giorno come una tappa del mio viaggio personale che è la vita.

Sin da bambino ho vissuto a contatto con la natura trascorrendo intere estati in campagna e grazie all’esperienza dello scautismo ho vissuto anche la fratellanza. 

Ho sempre creduto che ci fossero legami ancora più profondi dei legami di sangue: i miei amici più cari sono sempre stati e sono per me uomini preziosi e compagni di crescita.

Dovendomi spostare per lavoro in varie città d’Italia mi sono trovato sempre meno a contatto con uomini con i quali poter legare profondamente fino all’incontro con Sujith Ravindran al Festival di Maturità Maschile sul Cimone dove ho scoperto i cerchi di uomini e dove trovato moltissimi fratelli in cammino. Da allora le esperienze di cerchi e di attività per coltivare la fratellanza si sono succedute e il numero di fratelli è cresciuto esponenzialmente. 

Vedo nei cerchi di uomini il ritorno di un’antica saggezza e un prezioso strumento di crescita dove ogni persona è uguale all’altra, equidistante dal centro, libera di esprimersi sapendo di essere ascoltata senza essere giudicata, senza consolazione né consigli e nel rispetto della riservatezza. Nei cerchi di uomini ci si rispetta e ci si sostiene gli uni con gli altri, si fanno circolare saperi ed esperienze e si promuove il rispetto per la natura ed il nostro meraviglioso pianeta.

E intano proseguo il mio cammino curioso come un bimbo e mai sazio di conoscenza.

Buona strada fratelli…

Aho